La Rotatoria di San Lorenzo

La nuova rotatoria di San Lorenzo è stata progettata e realizzata da Geat Spa su incarico del Comune di Riccione ed ha interessato un’area di circa 1200 mq. L’intervento è avvenuto in seguito a diversi sondaggi e studi archeologici che avevano evidenziato la presenza di una necropoli d’epoca romana.

Gli studi avevano evidenziato un muro di cinta che delimitava la necropoli posta sul lato Rimini della rotatoria, oltre alla conferma della presenza del vecchio tracciato della Via Flaminia, sempre realizzato in epoca romana.

Partendo da questi presupposti e volendo realizzare un arredo vegetale che richiamasse, seppur in parte, l’esistente dell’epoca di cui sopra, la rotatoria è stata suddivisa in due parti.

Il “giardino formale”, situato nel lato Rimini del muro vegetale, è costituito da una serie d’aiuole rettangolari, in “arte topiaria”, ove al loro interno sono poste a dimora delle colorate rose rugose, con un’alternanza di sfumature di verde proprie dei giardini prima romani e poi rinascimentali italiani (giardino all’italiana), dove è ben percepibile la dominanza dell’uomo sulla natura, che era il comune denominatore della realizzazione a verde dell’epoca.

In un lato del “giardino formale”, contornato di parallelepipedi di ligustro ed ornato di coni di tasso, è stato messo a dimora un pino domestico quale accenno dell’epoca che si vuole richiamare.

L’idea progettuale ha previsto anche il richiamo alla via Flaminia, al tempo realizzata in ghiaione e in questo caso cementata per conferirle solidità.

La parte lato Riccione esterna al muro è allestita a bosco di latifoglie ove il punto focale è rappresentato dalla “solitaria” farnia (Quercus peduncolata) in associazione vegetale con un'altra quercia (Quercus ilex) e con altre latifoglie autoctone quali carpino bianco, acero campestre, frassino minore.

Sono stati messi a dimora anche arbusti ed erbacee perenni, per conferire all’area un colore mutevole nel corso delle stagioni dell’anno.

Il prato è irrigato da un impianto fisso automatico composto di una stazione di controllo, da irrigatori a scomparsa (pop-up) da ala gocciolante, per l’irrigazione degli alberi ed arbusti.

Infine l’impianto di illuminazione mette in risalto le linee “decise”, la sfumatura del colore del “giardino formale” e la maestosità della farnia.

Per la redazione del presente progetto si ringrazia sentitamente la Dott. Maioli Maria Grazia della Sovraintendenza ai Beni Archeologici della nostra Regione e l’ Arch. Bacchiani Augusto di Riccione per i preziosi ed indispensabili consigli profusi.