25/11/10 - La storia delle draghe di Riccione: dalla "Betta" alla "Riccione II"

“In porto c’è la draga”. Quante volte, nel corso dei decenni, abbiamo sentito dire questa frase da marinai, pescatori, bagnini ed altri operatori della zona del porto? Nell’immaginario comune la draga è una ma, nella realtà, sono state quattro le imbarcazioni che si sono succedute nei lavori di manutenzione e pulizia del porto della Perla Verde, sempre in accordo con la Capitaneria di Porto, oggi guidata dal Comandante Saverio Trani.

La prima draga appare negli anni ’50. Di proprietà del Comune, non ha un vero e proprio nome e a comandarla è Gino Arcangeli. E’ un’imbarcazione con tecnologie che oggi definiremmo “rudimentali”. Per tirare a bordo sabbia e fango, aveva un sistema “a secchie”. Queste, collegate l’una all’altra da doppi cavi metallici, pulivano il fondale in maniera efficace per quanto “artigianale”.

Mandata in pensione questa prima barca, arriva in porto la “Betta”, il cui comandante è Italo Felici. Felici, non si limitò a guidarla nel lavoro: fu lui a costruire l’escavatore che puliva i fondali. Con lui (siamo nei primi anni ’70), salgono a bordo con l’incarico di marinai prima Amedeo Garattoni e, dal ’76, Raul Poletto. Nel 1979, è la volta di Renato Modanesi, l’attuale comandante della “Riccione II”.

La “marineria” di riferimento si allargava perimg_0182ché proprio nella seconda metà deglianni ‘70 entra in funzione un’altra draga, il “Maestrale”, della quale Poletto diviene il primo comandante.

Nel 1980 la “Betta” viene demolita. La sostituisce la “Riccione II” che ancora oggi opera. Garattoni ne assume il comando con Modanesi marinaio. Le due squadre, quella del “Maestrale e quella del “Riccione II” lavorano coordinate da Italo Felici, l’uomo che per anzianità di servizio e, soprattutto, esperienza, ne sa più di tutti.

Nel 1992 tocca al “Maestrale” andare “a riposo”. Nel frattempo, sull’unica draga rimasta, Modanesi divienecomandante e con lui lavorano prima Claudio Cavalli; poi gli attuali componenti dell’equipaggio: Eros Matteini e Luigi Leurini.

La “Riccione II” è una draga lunga 22 metri e larga cinque. Ha un motore da 291 cavalli a 2200 giri al minuto. Il serbatoio contiene 7mila litri di carburante (un “pieno” costa sugli 8mila euro). E’ in acciaio, ed è stata costruita a San Giovanni in Marignano nel 1980. Sull’unico ponte, si trovano quattro vasche di raccolta. Oltre alla benna di prua che raccoglie 0,8 metri cubi di materiale alla volta (che viene poi smaltito in tratti di mare idonei, oltre le sei miglia marine), è dotata di una idrovora di 20 centimetri di diametro che può caricare nelle vasche sul ponte fino a 70 metri cubi di sabbia.

 

Nella foto:  Alcuni dei marinai delle draghe di ieri e di oggi. Da sinistra: Eros Matteini, Claudio Cavalli, Raul Poletto e Renato Modanesi.